Orion

Orion

Super Walls

Padova – Palazzo Bellini (Condominio privato in Zona Fiera)
opera su muro

L’opera rappresenta una elaborazione personale del lettering del suo nome, risultato di uno studio della composizione morfologica della lettera alfabetica che l’artista porta avanti fin dai primi anni ’90. Data la vicinanza di Palazzo Bellini con la Fiera di Padova, Orion ha inserito nel progetto anche la lettera “C” in omaggio alla Fiera Campionaria, che quest’anno ha festeggiato i 100 anni.

Biografia

È nato a Padova, dove vive, nel 1975.
Fin dai primi anni ’90 l’ interesse principale di Orion è lo studio della composizione morfologica della lettera alfabetica. La sua ricerca lo ha portato nel corso degli anni a sviluppare uno stile originale che si basa sul taglio di piani, pieni e vuoti, che conferiscono alla struttura movimento e profondità. Inizialmente i suoi lavori avevano forme semplici e morbide facilmente leggibili, suscitando per questo l’interesse di un pubblico che spesso si trovava in difficoltà a tradurre il linguaggio del writing.

“Sicuramente il fatto di scrivere il mio nome mi è sempre piaciuto, e mi piace provare a scriverlo in più maniere. Quello che facevo nel 1992, agli inizi, è sicuramente diverso dai miei lavori degli ultimi anni, ma le lettere mi hanno sempre affascinato e cercare di scrivere il mio nome in modi sempre diversi e originali è una continua sfida, soprattutto se si tratta di ricavare le lettere in negativo da dei piani. Trovo molto stimolante lavorare sulle linee dritte piuttosto che con forme morbide e linee curve”, spiega l’artista. Grazie all’esperienza maturata con la partecipazione a diversi festival di graffiti in Italia, Europa ed America Latina, Orion ha quindi iniziato a ricavare il proprio lettering incastrando stick geometrici e creando forme che riportano all’architettura, più che alla leggibilità del proprio nome. Un unico piano, il muro, infinite dimensioni, colori che si mescolano ma mai a caso, i chiari che escono, esplodono dal muro venendo verso di noi, il tenue degli stick che si staccano ed escono dalla parete, gli scuri che la bucano entrando creano prospettiva, profondità senza fine.

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