Paolo Psiko

Paolo Psiko

Super Walls

Padova, Alì Supermercati (Negozio Terranegra)
opera su muro

L’opera rappresenta l’uccello Pica Pica, noto anche come Gazza Ladra, soggetto scelto dall’artista perché ha un significato ambivalente nella cultura delle aree dove vive.
La visione europea di questo animale è antitetica a quella asiatica: conta quindi il punto di vista, il conoscere e l’informarsi sui significati che ognuno di noi può dare alla stessa cosa; una sorta di integrazione iconografica. La scelta stilistica di rappresentare il volo (per l’artista inteso come atto di libertà) sovrapponendo e scindendo vari frame con effetti glitch serve per dare una vibrazione dinamica e contemporanea all’immagine.

Biografia

È nato a Torino nel 1982. Dal 2008 vive e lavora a Ferrara.
Artista autodidatta, specializzato in dipinti e opere murali, negli ultimi anni ha affinato la tecnica con particolare interesse per la pixel art, la glitch art e l’idea artistica di “scissione” delle immagini. Fa parte del collettivo artistico Vida Krei (VKB) e dell’ sco crew.
Cresciuto in un paesino di montagna, comincia a dipingere in prima superiore e scopre il mondo dei graffiti notando i murales e le tag che comparivano sui muri di Torino quando si spostava con gli amici in città: “Mi affascinavano le firme, ma non sapevo esattamente quando e come venivano realizzate. Avevo una grande passione per il disegno e nel writing, soprattutto agli inizi, ho trovato il modo per esprimermi in maniera libera, spiega l’artista, che ricorda come “nessuno ti insegna a usare gli spray. Quando ho cominciato la firma era qualcosa che percepivo come non accademico, che mi permetteva di esprimermi al di fuori della scuola. Abitavo in campagna e questo tipo di attività non aveva connotazione di protesta; disegnavamo in luoghi abbandonati, era un modo diverso e interessante di passare il nostro tempo”.
Negli anni Psiko ha attivato collaborazioni con diversi artisti, attratto dalla capacità del mondo dei graffiti di mettere in connessione lo stile e il linguaggio di persone di posti diversi, ma che hanno la stessa passione: “c’è una profonda umanità in questo mondo, e il confronto, anche fatto di critiche costruttive, è sempre motivo di crescita personale”.
Da circa sette anni la sua ricerca è orientata alla decostruzione delle immagini, con l’obiettivo di mettere in rilievo il dinamismo e lo sfaso della vita contemporanea. Per realizzare questo tipo di opere l’artista parte dall’analisi di una fotografia, sovrapponendo diversi frame. Al centro dell’esecuzione c’è la ricerca dei dettagli, veri protagonisti della narrazione visiva.

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